ANTINTRUSIONE

Perché dotarsi di un Impianto Antintrusione
 

  • L’effetto deterrente di un impianto antintrusione, adeguatamente realizzato, è importantissimo per scoraggiare ogni tentativo di furto e tenere a distanza i malintenzionati dalla nostra proprietà.
     

  • Il 95% dei tentativi di effrazione è interrotto dall’attivazione di una sirena di allarme collegata ad un impianto antintrusione.
     

  • Il valore della sicurezza dei nostri familiari e dei nostri beni non è misurabile.

Come scegliere l’impianto Antintrusione

Un impianto antintrusione non si sceglie da un catalogo, si realizza a misura delle proprie necessità e bisogni. Infatti, un’accurata progettazione ed una corretta valutazione dei rischi, consentono di ottenere il massimo risultato in termini di prevenzione e protezione ed il massimo risparmio nell’individuazione dei dispositivi di sicurezza da impiegare.

Come si progetta un Impianto Antintrusione

Un Impianto Antintrusione è progettato a regola d’arte se risponde a tre requisiti fondamentali:

  • Massima sicurezza: è necessario prevenire adeguatamente ogni tentativo di effrazione o furto con i dispositivi di rilevazione più adatti alla nostra realtà.

  • Massima tranquillità: i dispositivi di rilevazione di presenza di malintenzionati devono essere appositamente scelti, a seconda dell’ambiente in cui collocarli, per garantire la massima efficienza e minimizzare i falsi allarmi.

  • Facilità d’uso: i comandi di attivazione dell’impianto e la programmazione della centrale devono essere semplici ed immediati.

Com’è composto un Impianto Antintrusione

Un impianto Antintrusione è normalmente composto da:

  1. Centrale di Allarme: è il cervello dell'impianto e tutti i dispositivi sono collegati a essa per svolgere le loro funzioni.

  2. Tastiera di Gestione: è l’organo di comando della centrale e consente di visualizzare lo stato dell’impianto o la memoria degli eventi registrati grazie ad un apposito schermo.

  3. Dispositivi di Rilevazione: sono gli strumenti di rilevazione e segnalazione di intrusione e ne esistono di vario tipo, con differenti tecnologie a bordo a seconda dell’uso al quale sono adibiti: sensori volumetrici, sensori antiscavalcamento, sensori antisfondamento, contatti magnetici per infissi

  4. Dispositivi di segnalazione: la segnalazione di un intrusione avviene mediante le sirene ed il combinatore telefonico. Quando un dispositivo di rilevazione è allertato da una violazione dell’area protetta, invia un impulso alla centrale di allarme, questa attiva immediatamente sia i dispositivi di segnalazione, le sirene, sia il combinatore telefonico, che, a sua volta, esegue le chiamate per avvisare le utenze telefoniche precedentemente programmate (parenti, amici, forze dell’ordine).

Quali tipi di dispositivi scegliere

Esistono tre macro categorie di sensori di allarme volumetrici:

I sensori volumetrici più conosciuti sono quelli ad infrarossi passivi:         Tali dispositivi sono sensibili alla luce infrarossa e rilevano un aumento di temperatura repentino nell’area in cui operano. (come, ad esempio un corpo

in movimento) .

Tali dispositivi sono particolarmente adatti all’uso in ambienti chiusi (appartamenti e uffici). Infatti, poiché non possono distinguere se la luce infrarossa è emessa da un corpo con una certa massa o da una semplice corrente d'aria, non rappresentano la soluzione adatta in ambienti in cui è presente un sistema di condizionamento o di riscaldamento ad aria.               Per questo motivo si adoperano i sensori volumetrici a doppia tecnologia: cioè sensori dotati sia di infrarossi, sia di microonde. In tal modo se uno solo dei due rilevatori, a bordo del sensore, viene attivato da una fonte esterna, il segnale di allarme non viene inoltrato alla centrale.

Esistono anche sensori di questa tipologia, che si auto proteggono da tentativi di accecamento mediante spray o vernici e sensori particolarmente adatti all’impiego presso ambienti in cui sono presenti animali domestici. 

I sensori perimetrali sono preposti al controllo dei limiti dell'ambiente e ne esistono di vari tipi:

  • Il contatto magnetico si installa sugli infissi.
    Il funzionamento è semplice: il contatto magnetico è composto da un un relè reed e una calamita. Il primo si installa sul battente, l’altra sulla porta o finestra (anche ad incasso). Quando la calamita sull’infisso si allontana dal relè, scatta l’allarme intrusione.

  • Il sensore a filo per tapparelle. Anche questa forma di sicurezza si basa sulla semplicità d’uso: il sensore ha un filo che, fissato sulla tapparella, sull’ultima stecca, segue il lavoro di quest’ultima e si svolge e riavvolge in base ai suoi movimenti. Quando il dispositivo è in allarme e la tapparella è riavvolta da un intruso, il sensore segnala il cambiamento di stato e fa scattare l’allarme. Diversamente dal contatto magnetico questo sensore permette di tenere aperta la finestra ed arieggiare i locali.

  • Sensori attivi: questi dispositivi, composti da un trasmettitore ed un ricevitore sono sempre attivi e vanno in allarme quando un intruso attraversa il loro campo di azione. Fanno parte di questa famiglia le barriere a raggi infrarossi e le barriere a microonde.

  • Sensori individuali: si tratta di sensori adibiti alla protezione mirata di un singolo elemento. Alcuni, grazie ad un particolare microfono, possono segnalare la rottura di un vetro e tentativi di sfondamento di muri e casseforti. Altri sono studiati appositamente per la protezione di oggetti d'arte da tentativi di asportazione ( es quadri appesi ai muri).

 

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