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Quando e perché occorre rifare gli impianti elettrici

Come è noto, gli impianti elettrici costituiscono una parte integrante e assai importante di un’abitazione: per questa ragione è necessario che vengano sottoposti a processi di manutenzione costanti e, laddove se ne ravveda il bisogno, a un servizio professionale di rifacimento impianti elettrici.

La manutenzione va effettuata primariamente quando gli impianti installati in casa sono di vecchia data, pericolosi per la salute e non in regola con le norme di sicurezza attuali.

Accade spesso, difatti, che si debba provvedere alla sostituzione degli impianti perché questi ultimi sono stati installati prima dell’entrata in vigore di alcune norme tecniche attuative e, per questa ragione, non sono a norma.

Un altro motivo che dovrebbe spingere al rifacimento degli impianti elettrici è connesso al risparmio economico e alla maggiore sostenibilità ambientale: capita che gli impianti elettrici vengano applicati con classi energetiche inferiori (come E, F, G…) e, rifacendoli, si otterrebbe un cospicuo vantaggio sia in termini di risparmio che riducendo l’inquinamento ambientale.

Le caratteristiche di un impianto elettrico a norma

Il rifacimento impianti elettrici viene globalmente definito a norma di legge quando soddisfa alcuni requisiti e caratteristiche:

  • L’impianto è dotato di un sistema di messa a terra che garantisca la dispersione del flusso elettrico;
  • Tutti i cavi utilizzati sono congrui per dimensioni alle caratteristiche tecniche dell’impianto;
  • Vi è la presenza di un dispositivo salvavita in grado di dismettere l’erogazione del flusso elettrico, in caso di emergenza o pericolo; analogamente, devono esserci anche degli interruttori (come l’interruttore magnetometrico);

È implicito sottolineare che tutti questi interventi devono necessariamente essere effettuati da personale formato, altamente qualificato e in regola con le autorizzazioni concesse dalla Camera di Commercio territoriale.

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Regolamentazione per un rifacimento degli impianti a norma

Il Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008 n. 37 regolamenta i requisiti professionali e tecnici che le ditte edili specializzate devono possedere per poter rilasciare la cosiddetta Dichiarazione di Conformità.

La Dichiarazione di Conformità attesta tutte le modifiche, le installazioni e gli interventi di rifacimento attuati negli impianti elettrici ed è un documento che deve essere rilasciato obbligatoriamente dai tecnici incaricati,insieme a un’approfondita relazione tecnica che indichi precisamente le tipologie di lavoro effettuate e i materiali utilizzati per il rifacimento.

Qualora gli interventi rifacimento impianti elettrici fossero stati effettuati prima dell’entrata in vigore del Decreto, ossia prima del 2008,  la certificazione da rilasciare prende il nome di Dichiarazione di Rispondenza.

Rifacimento degli impianti o semplice manutenzione?

Affinché un impianto elettrico possa essere messo in sicurezza e ottenere la Dichiarazione di Conformità, e quindi affinché possa essere giudicato come conforme secondo le norme di legge, deve soggiacere a un’opera di rifacimento e non di manutenzione.

La manutenzione degli impianti elettrici consiste in un insieme di lavori volti ad apportare migliorie  all’impianto tramite sostituzione di cavi, interruttori, prese o altro ma non è detto che con una ordinaria manutenzione gli impianti elettrici possano poi essere più sicuri, come invece avviene quando si effettua il rifacimento impianti elettrici.

È anche importante precisare che, per ottenere le idonee detrazioni fiscali, l’opera compiuta deve essere propedeutica al rilascio della Dichiarazione di Conformità, ottenibile per l’appunto, solo con il rifacimento e non con una semplice manutenzione.

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Detrazioni fiscali per rifacimento impianti elettrici

Poiché provvedere a una procedura di rifacimento in toto degli impianti elettrici può risultare molto dispendioso, si può tentare di arginare l’esborso immettendo parte delle spese sostenute come spese di ristrutturazione dell’immobile, detraibili fiscalmente.

Attualmente è possibile detrarre, fino all’importo massimo di 96.000 euro, un’aliquota del 50 % sulle spese sostenute, ottenendo un importo in denaro restituito in dieci frazioni uguali in dieci anni consecutivi.

Prima di effettuare domanda di detrazione fiscale per questi interventi di rifacimento impianti elettrici, è necessario che il tecnico abilitato presenti presso i predisposti Uffici Comunali la C.I.L.A.(Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) e che tutti i pagamenti risultino tracciati mediante l’utilizzo di bonifici bancari, comprensivi di tutte le informazioni necessarie sull’intestatario dei lavori e la ditta edile incaricata.

Rifacimento impianti elettrici: quanto costa?

Il rifacimento impianti elettrici può variare in funzione delle dimensioni dell’impianto da rifare, della potenza che è in grado di erogare e nella destinazione d’uso finale che può essere: industriale, civile etc.

Di norma, la tariffa media può essere calcolata in metri quadri dove il prezzo del rifacimento globale oscilla tra i 60 e gli 85 euro per metro quadro, oppure in base ai nuovi punti luce da realizzare, con un prezzo di circa 40-50 euro a punto luce.

Considerando che, in un’abitazione di medie dimensioni, vi siano almeno una settantina di punti luce, ecco che l’importo finale può aggirarsi intorno ai 3500 euro.